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Il Punto di maggio PDF Stampa E-mail
giovedì 14 maggio 2009

Una nuova organizzazione per sviluppare una strategia sanitaria per le tematiche allergologiche e dare una risposta ai diritti dei pazienti allergici

Le allergie rappresentano la vera epidemia del terzo millennio. E' evidente a tutti che il problema delle malattie allergiche è un fenomeno crescente e preoccupante. Recenti dati epidemiologici nazionali (ISTAT 2004) evidenziano come le malattie allergiche (intese come patologie croniche) presentino una incidenza pari all’8,4%, posizionandosi al terzo posto fra le patologie croniche più frequenti (dopo artrosi/ artrite e ipertensione arteriosa) e presentando un trend in crescita se si fa riferimento a dati precedenti  del 2001.

L’incremento della popolazione soggetta a manifestazioni allergiche fa sì che queste sindromi, fino ad alcuni anni fa trascurate, assumano un ruolo di particolare rilievo tra le grandi malattie odierne. Si tratta, inoltre, di patologie croniche (rinite, asma bronchiale, tosse e dispnea, dermatiti eczematose, orticaria) per le quali la spesa sanitaria per farmaci e ricoveri ospedalieri, risulta particolarmente rilevante. I costi delle malattie allergiche si distinguono in diretti (diagnosi e cura), indiretti (perdita di produttività, ecc.) e intangibili (perdita di giornate scolastiche, calo di socializzazione / relazione con gli altri, ecc.).

Secondo “l’European Allergy White Paper” (1997), i costi socio-economici delle malattie allergiche su base annua erano stimati globalmente per tutte le nazioni europee in oltre 10 miliardi di euro per quelli diretti (spese mediche ed ospedaliere, spese per diagnostica e terapia) ed in quasi 19 miliardi di euro per quelli indiretti (perdita di giornate lavorative, costi per misure di prevenzione, ecc.).

Da quanto detto, e in linea con gli indirizzi pronunciati in diversi documenti dell’OMS e delle Società Scientifiche Nazionali ed Internazionali, si ricava l’esigenza di una nuova organizzazione dell’approccio alle tematiche allergologiche seguendo percorsi analoghi a quelli che hanno segnato lo sviluppo delle strategie sanitarie messe in campo per il controllo ed il trattamento di altre malattie ad elevato impatto sociale (diabete, ipertensione arteriosa, patologie cardiovascolari, ecc.). Tali strategie devono comprendere sia lo sviluppo di integrazioni fra le diverse discipline specialistiche coinvolte nelle patologie allergiche sia, e soprattutto, il coinvolgimento diretto delle Cure Primarie (Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta) attraverso la condivisione con la Medicina territoriale e quella Ospedaliera di percorsi diagnostico- terapeutici e linee guida operative da utilizzare come strumenti di Governo Clinico e di Good Practice nell’interesse della salute del paziente.

Il miglioramento della qualità dei servizi erogati è un punto centrale della riforma dei sistemi sanitari e della fornitura dei servizi. Tutti i Paesi affrontano delle sfide per garantire accesso, equità, sicurezza e partecipazione dei pazienti, e per sviluppare capacità, tecnologie e medicina basata sulle prove d’efficacia con le risorse disponibili.Attualmente sono a disposizione dei pazienti terapie efficaci, in grado di controllare i sintomi e di garantire così una vita normale.  Inoltre, i vaccini per le allergie consentono non solo una riduzione di sintomi ma anche di interferire sulla storia naturale delle malattie allergiche dell'apparato respiratorio riducendo il rischio di sviluppare asma nei pazienti con rinite allergica. 
Forte e costante è l’impegno della nostra sezione per il riconoscimento del diritto dei pazienti allergici ad avere centri pubblici di allergologia e la erogazione dei vaccini antiallergici.

Catello Romano
Coordinatore sezione Campania AAITO

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